Quanto valgono gli spazi all’aperto, considerando che non tutti i ristoranti, nel nostro Paese, sono dotati di tavolini in locali esterni per poter servire i clienti al tavolo? Secondo Fiepet Confesercenti, Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, appena il 20% della capienza complessiva dei locali. Numeri poco confortanti per una categoria messa in ginocchio dalla pandemia e che lunedì 26 aprile potrà tornare a respirare un po’.
Sì, ma non tutti. Perché stando sempre ai dati della Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, un ristorante su due sarà costretto a restare chiuso perché privo degli spazi all’aperto. Una situazione destinata a creare dispari di trattamento tra un esercente e l’altro. Nella Capitale sono almeno 4000 i ristoranti sprovvisti di dehors o impossibilitati a chiedere uno spazio all’aperto per poter servire pranzo e cena a partire dal 26 aprile, così come previsto dall’ultimo decreto. Non pochi, se pensiamo che la ristorazione romana conta oltre 8000 locali a Roma (sono 12mila se consideriamo anche la provincia) e poco più di 7700 tra bar e altri esercenti simili senza cucina.
Cosa succederà? Bisognerà aspettare almeno il primo giugno, quando si potrà servire il pranzo anche nei locali al chiuso, ma non la cena. Per questo toccherà attendere. Ma su questo punto, il Governo non è ancora entrato nel merito.




