“Moro il caso non è chiuso la verità non detta”, è questo il titolo del libro dell’onorevole Giuseppe Fioroni e della giornalista del Corriere della Sera Maria Antonietta Calabrò che verrà presentato domani a Trevignano Romano. L’appuntamento è venerdì 1 giugno alle ore 17:30 nell’aula consiliare. “Giuseppe Fioroni, già Ministro e Presidente della seconda Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, sarà ospite del Comune di Trevignano Romano per presentare il suo recente libro scritto insieme alla giornalista del Corriere della Sera Maria Antonietta Calabrò: “Moro, il caso non è chiuso. La verità non detta.” La Presentazione sarà salutata dal sindaco di Trevignano Romano Claudia Maciucchi e moderata dal Vice Sindaco Luca Galloni, al termine della presentazione gli intervenuti potranno interagire e confrontarsi con l’autore su una delle pagine più buie della storia del nostro Paese”. Un’inchiesta, quindi, sul rapimento e l’uccisione dello statista democristiano che a 40 anni dagli avvenimenti cela ancora molti misteri. “Quella che abbiamo saputo sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro è stata finora una “verità ritagliata” – si legge nella quarta di copertina del libro di Fioroni e Calabrò – un abito costruito su misura che ha tenuto fuori dal perimetro politico-giudiziario verità troppo grandi”. Come presidente della commissione d’inchiesta sul caso Moro, Fioroni svelerà nuovi retroscena. “Nel corso dell’incontro il Presidente spiegherà alcune delle nuove scoperte fatte dalla sua commissione, come l’insolito caffè di via Fani in realtà supporto logistico frequentato da trafficanti d’armi, l’esistenza di una misteriosa palazzina di proprietà dello Ior nella quale è stato detenuto Moro nei primi momenti del rapimento e gli accordi segreti con i palestinesi portati avanti con l’intento di salvare lo statista prigioniero delle Br. Un appuntamento da non perdere dunque per conoscere il risultato di quattro anni di lavoro, con migliaia di documenti desecretati degli archivi dei servizi segreti italiani, centinaia di nuove testimonianze, nuove prove della Polizia scientifica e dei RIS dei Carabinieri che hanno rivelato molti nuovi e sorprendenti elementi. La ricostruzione dei fatti sulla strage efferata della sua scorta in via Fani, la lunga prigionia dello statista democristiano e la sua sconvolgente morte, è frutto di un compromesso volto a formulare una «verità» sia per gli apparati dello Stato italiano, sia per gli stessi brigatisti. Tutto questo provocò un processo di rielaborazione, molto tortuoso ed ex post (durato oltre dieci anni, da quel tragico 1978 al 1990), su che cosa era veramente accaduto durante l’«Operazione Fritz», il nome in codice dell’«operazione Moro». E ancora oggi, a ben guardare, noi non sappiamo tutta la verità sulla morte di Aldo Moro. Le verità emerse dalla nuova Commissione d’inchiesta Moro 2 sono sconcertanti”.
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